Trauma!!!

L’IO non esiste

Noi di certo siamo quello che siamo, e durante la nostra vita svolgiamo proprio uno dei  compiti principe di una incarnazione, che è prendere coscienza, lucida e sincera, di cosa siamo.

Per farlo applichiamo il metodo razionale che ci hanno insegnato; cerchiamo le cause che ci hanno formato in questo e quel modo.

Questo comporta il rovistare nel proprio passato per giungere al fatidico “io ho fatto / detto / subito, non fatto/detto, ecc ecc”, e finalmente definire ‘io sono questo’.

Ne deriva che quel senso “dell’io sono” è figlio diretto della MEMORIA.

Ma io NON sono quello che sono stato … prima.

Facciamo finta per un attimo di credere veramente che “siamo” in un brodo quantico di sola energia costantemente in movimento.

Non dovremmo fare fatica a comprendere  che “quell’io” nel quale ci identifichiamo è costantemente in cambiamento.

Allora non esiste un IO di riferimento al quale tornare per sicurezza.

Perché quell’io sarebbe solo la sommatoria delle consapevolezze acquisite e non acquisite  durante un certo lasso di tempo.

Sarebbe solo l’ennesimo diario della memoria passata.

Anzi, l’ennesima catena che ci costringerebbe ad agire nel futuro come rivalsa sul passato.

L’interminabile partita a ping pong con il tempo.

Per semplificarci la vita allora eliminiamo il tempo, e con questo anche la memoria di quello che noi definiamo IO.

Tabula rasa, niente passato, niente nome, niente luoghi, niente persone, niente ruoli, niente doveri od obblighi, niente rimorsi e sensi di colpa, niente progetti, niente futuro a rivalsa di un passato.

Cosa resta?

Il vero noi stessi.

Noi “siamo” ugualmente, momento per momento.

Un insieme di sensazioni, di pensieri, di desideri, di impulsi mentali ed emotivi, in costante eterno movimento.

Ecco quello che siamo veramente.

Quello che, attimo per attimo, lega insieme tutti questi pensieri, questi desideri,  questa energia viva, è  il ricordo.

Ma questo ricordo è una cosa fittizia, è uno strumento che serve per raggiungere un determinato fine, e nient’altro.

È una tappa del percorso evolutivo.

Quando il fine è raggiunto, il ricordo diviene inutile e quel mezzo, quello strumento, viene abbandonato.

Allora nel presente, nel qui ed ora,  nell’Infinito Presente dell’Anima, esiste solo il SENTIRE d’ESSERE.

E questa nostra realtà intima, questo “sentire” esiste in sé e per sé, al di fuori da ogni stimolo, ambiente, avvenimento materiale.

Come quando si impara a camminare da neonati e veniamo sostenuti da qualcuno, così la mente, i desideri, i pensieri sono i sostegni che istruiscono il “sentire” dell’anima, quell’IO veicolo di transito.

Avanzando sul sentiero evolutivo, questo “sentire” diventa più complesso, più sviluppato, più esteso, e questi sostegni non hanno più ragion d’essere, e non esistono più.

Il “sentire” è libero da ogni mezzo che lo fa vibrare.

La personalità si è arresa all’Anima, che finalmente vibra in armonia con la Coscienza Universale.

Finito?

Difficile accettare la resa dell’ego senza discutere, senza lottare.

Da buoni essere umani, razionali e puntigliosi, nasce spontanea la domanda:

  • da dove viene questo ‘senso del sentire’ ?

E siamo daccapo, si cerca sempre una causa che genera un effetto.

Siamo ancora legati al trenino del tempo: un ‘prima’,  nasce un evento, un dopo, una rettifica, una risposta, una re-reazione, ecc ecc.

(Un processo che spiega anche il quotidiano dei nostri tempi, molto interessanti, che vedono il coesiste di livelli di sentire dall’animalesco al feroce, dall’inconsapevole al pazzoide.

Quei “sentire” superiori che spero siano in aumento, ci sono di certo; ma forse, essendo molto più silenziosi, si notano meno.)

L’unica risposta che mi viene, proprio perché non conosco la risposta è che a mio avviso questo sentire è Coscienza d’Essere, Conoscenza di Sé che Esiste spontaneamente, Essenza d’Essere, Vita Impersonale Intelligente in Movimento.

IO SONO COLUI CHE E’

Alla fine sarà questa la verità ultima di ognuno di noi, e saremo noi stessi a pronunciarla.

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Categorie: ego