Per chi ha una visione “spirituale” dello scopo di una vita, di una “incarnazione”, è imprescindibile la consapevolezza che tutto è ordinatamente predisposto.
Il concetto di libero arbitrio pertanto, letto spesso come la dispensa al fare quello che più pare e piace, a discapito di chiunque altro, dovrebbe essere oggetto di meditazioni molto profonde.
Che richiamerebbero, inevitabilmente, la domanda principe di chi è lungo un sentiero di introspezione personale: dove, quale è il senso del “vivere”, “dell’essere qui, ora”, in questo preciso momento?
Nelle profondità della psiche di moltissime persone alberga infatti un sentire, un “malessere” derivante dal percepire, un non so che impedimento alla realizzazione dei propri progetti, volontà, desideri.
Un essere pressati, rinchiusi, trattenuti, limitati; ora da quella persona, ora da quell’evento, ora dalla mancanza di denaro, potere, amicizie, tempo, persino dalla possibilità o meno di poter mantenere quello che infine si realizza.
Prigionieri della propria libertà.
Inconsapevoli della propria ignoranza della VERA REALTA’ nella quale si è immersi.
Il cammino della libertà è quello dell’Obbedienza alla coscienza, alle Leggi divine, all’interesse Sommo del nostro Sé Superiore, Scintilla Divina in noi.
Abbiamo un compito, imparare a vivere nell’unità, nella fratellanza, della condivisione, nella prosperità propria ed altrui, nel rispetto della … VITA.
Il cammino della Libertà spesso passa attraverso l’ACCETTAZIONE di quelle che noi consideriamo delle costrizioni esteriori, perché il punto più elevato al quale l’uomo può arrivare è quello dell’obbedienza accettata con discernimento per servire meglio il prossimo.
La legge/conoscenza/coscienza universale di base recita che quello che esprimi è quello che otterrai.
Solo in questo modo dal caos non potrà che emergere il perfetto ordine generato dal PRINCIPIO VIVENTE DELL’AMORE INCONDIZIONATO IMPERSONALE UNIVERSALE praticato da tutti.
Come applicarlo, proprio nel caos?
Sforzandoci di ricordarci di questa verità 24/7.
