“Ovunque, in tutti i campi, i contrari si succedono costantemente”.
Tutti noi, anime in esplorazione, ci manifestiamo dentro un campo olografico DUALE.
Ciò significa che questa bolla spazio/temporale ha un diametro che ad un estremo ha un concetto archetipico da sviluppare, mentre all’altra estremità sussiste esattamente l’opposto di tale concetto.
Il movimento della nostra personalità, veicolo dell’anima che apprende, è paragonabile al movimento di un pendolo, che passa da un opposto ad un altro continuamente.
Anzi, proprio per effetto del rimbalzare del pendolo, alla sua massima estensione, contro un concetto, una verità, che immediatamente richiede il confronto con il suo opposto.
“ Anche in noi si avvicendano gli stati opposti: il sonno e la veglia, il lavoro e il riposo, la salute e la malattia, la debolezza e la forza, la tristezza e la gioia”.
Come le piante e gli animali, essendo noi dotati di un corpo eterico e di uno astrale, percepiamo il passaggio del pendolo da un opposto all’altro come semplici sensazioni del cambiamento di stato.
La sensazione prima, la differenza tra freddo e caldo, calma o rabbia, viene immediatamente definita piacevole o spiacevole dalla nostra personalità.
In base a quale criterio?
E qui ci vorrebbero 10.000 libri per elencare tutte le possibili cause delle reazioni che ognuno di noi ha di fronte ad ogni minimo accadimento del quotidiano.
Le vita passate, il karma, il darma, i genitori, gli amici, il lavoro, la società, il luogo, le paure, i desideri, le frustrazioni, l’odio, e chi più ne ha più ne metta.
Esattamente quello che ognuno di noi fa ogni giorno della sua esperienza in questo continuum spazio/temporale: il confronto.
Tra quello che si ha e quello che non si ha, e quello che gli altri hanno o non hanno.
Di nuovo concetti opposti, di nuovo il pendolo, di nuovo noi che lo spingiamo da un opposto all’altro, con la massima forza possibile, per ottenere o evitare.
“Tutti questi stati e queste energie contrarie sono energie e stati necessari”.
Perché? Per cambiare.
Facciamo finta che sia vero che siamo tutte anime in cammino, per talmente tanto tempo da poterci definire eterne, il cui scopo è solo … imparare.
Da una enormità di esperienze, stati d’essere e possibili reazioni ad un “mondo” esterno.
Ecco quindi un intero universo strutturato come aula d’apprendimento.
“Occorre solo essere vigili e sorvegliarsi, sapendo che dopo la gioia verrà la tristezza, dopo la speranza lo scoraggiamento, e viceversa.
Avete avuto un momento di grande gioia? Dovete aspettarvi di ricevere qualcosa di spiacevole da parte degli avvenimenti o di chi vi sta intorno, oppure da voi stessi che non sapete come mantenere quello stato.
Significa forse vivere nel terrore di chissà quale calamità possa colpire all’improvviso la nostra vita?
A parte gli allarmismi televisivi, quando piove, poi arriva il sereno, e poi la nebbia, e poi dal giorno si passa alla notte e poi all’alba del giorno dopo.
Non siamo sempre nella normalità? O vorremmo forse essere noi un dio imperturbabile, circondato da agi di ogni tipo e nessuna responsabilità riguardo al nostro agire intorno a noi?
Una “semplicità” della consapevolezza del vivere, è così difficile da riconoscere da porci noi stessi in un inferno di resistenze e rifiuti e immobilismi e impuntamenti testardi da bambini viziati?
Cosi impossibile l’attenzione a quello che si fa e si è in questo preciso istante, nel quale mettiamo in moto l’immagine del mondo che vorremmo a confronto con il mondo che è?
Eh, sì, dovete aspettarvelo, perché se siete incuranti sarete presi alla sprovvista. Quando avete dei momenti di felicità, non addormentatevi, siate vigili, perché l’altra parte è lì in attesa di manifestarsi e, se vi lasciate sorprendere, potete perdere tutti i vantaggi che avete acquisito”.
Una volta appresa la teoria, resta allora solo la pratica quotidiana, costante, attenta.
Ma non focalizzata sul mondo esterno, che è un dato di fatto, un meme, un automa che risponde sempre e solo alla programmazione che gli è stata data.
Se veramente si calca un sentiero evolutivo, di espansione della propria coscienza di essere, allora questa coscienza di “essere” deve essere applicata … a noi stessi.
Solo la nostra Coscienza è l’oggetto della Vita, e solo lei deve apprendere come fermare le oscillazioni del pendolo, come ri-centrarsi nella sua immobilità.
Tra i due opposti, l’equilibrio si trova nel mezzo, cioè nella capacità di desiderare, creare, immaginare, inventare, e poi non legarsi né alla creazione né al creatore, né nella spinta e nemmeno nella reazione.
Ma per farlo è necessario provare sial il buio che la luce, altrimenti non si conoscerebbero gli effetti della mancanza di buio e della mancanza di luce.
“È una legge: tutto è collegato, e un movimento prodotto in una regione provoca un altro movimento nella regione opposta”.
E’ la legge di base di questo giorno di Brahma: “ quello che semini raccogli”.
Ma corrisponde anche a tutto lo scibile esoterico possibile, e ha un senso… divino.
L’Uno, come descritto nei vari testi che provano a darne una idea, semplicemente ESISTE, in quiete assoluta.
Se una sua minima parte si muove, con un +1 in un mondo virtuale, per mantenere l’equilibrio e lo stato di quiete, da un’altra parte deve esserci un -1.
Che poi la giustizia, correttezza, coerenza Divina riporta prima o poi al pareggio, invertendo il movimento.
A tutti in una vita sono concessi i famosi 5 minuti di celebrità; il segreto è forse non volerne più del dovuto a scapito di altri.
Perché poi il “pendolo” riporterebbe tutto allo status quo.
I tratti in grassetto sono di Aivanhov, un testo semplice, che sottende un sapere definito esoterico, ma che risponde anche al buonsenso.
Ma per molti oggi sarebbe solo il solito “lo so già, che pizza, ma abbiamo bisogno di altro, di tecniche di strumenti per capire come piegare il pendolo a nostro solo vantaggio”.
Ma si dice che esiste una Fonte, una Vita Padre-Madre, dentro e intorno a tutti noi.
Poterlo affermare senza ombra di dubbio richiederebbe una connessione diretta e uno stato d’essere … parimenti divino.
Ma anche solo al nostro livello di “normalità” una vita spesa nella consapevolezza di questa legge di reciprocità, non sarebbe appagante di suo?
Il nemico non è fuori di noi ma dentro le nostre pieghe; è quella voce che non si accontenta mai di nulla, vuole sempre di più e in esclusiva.
Per questo è cosi difficile da modificare, perché la “sentiamo” proprio “nostra”.
Mentre è solo quel dannato pendolo: mi piace / non mi piace.

(Queste sono tutte e solo … informazioni, che si possono accettare, rifiutare, confutare e camuffare, ma se sono ripetute sempre allo stesso modo da uomini…
… tipo Aivanhov, Steiner, Blavatsky, Yogananda, Assaggioli, Castaneda, Krisnamurti, Wilcock, Malanga, Givaudan, Brizzi, Chantal, Wirth, Zeland, Tolle, Pierrakos, Cayce, Roberts, …
… e, dall’altra parte dello specchio, Cerchio FI 77, Dimensione X, RA Material, Xavier, Kryon, Q’uo Material, Kardec e innumerevoli altre voci… e testi sacri…
…se facessimo finta che fossero vere … a mio avviso meriterebbero una maggiore attenzione; di certo maggiore di quella prezzolata dei mass media.
Anche perchè …. altra strada non c’è.)
