Che succede?

Cosa sta accadendo?

Ogni nodo al pettine, come è stato promesso.

Lavora lavora, sperimenta sperimenta, prova prova, prima o poi qualche cosa salterà fuori.

Ma chi ne pagherà le conseguenze?

Cosa succede quando si mette mano a quello che si pensa con arroganza sia gestibile, ma che poi risponde in modo inaspettato?

Oppure proprio secondo il risultato che si cercava?

Chi può dirlo, a chi si raccontano le vicende dietro il sipario?

Mi rendo conto che esiste un duplice effetto, come sempre, derivante dalla conoscenza: il primo l’esaltazione del riconoscere all’esterno la correttezza del sapere presente acquisito.

Il secondo lo sgomento che nasce dal confrontarsi con l’infinito che ancora non si conosce.

E che nasce proprio dall’espansione della coscienza, che si connette a dimensioni sempre più vaste.

Nel post precedente ho accennato ad una reazione di rabbia, a titolo di sfogo, e qui la confermo.

Quanto si potrebbe risolvere, raddrizzare, realizzare, creare e di cui godere in serenità, se solo si smettesse di sprecare tempo giocando agli indiani e cow-boys, stermini compresi.

Quante risorse del pianeta e umane gettate al vento nella inutilità dell’esercizio del potere su … MAYA, una illusione.

Quanta ignoranza.

Soprattutto se accostata alla sofferenza inutile, gratuita, che produce.

Ecco che mi ritrovo a pubblicare il secondo post su cui mi è caduto l’occhio mentre pensavo quanto sopra..

Da anni mi sa che non facciamo altro che nascondere la … spazzatura sotto la neve, e facciamo finta di niente.

Come se tutto fosse normale, rientrasse nel giusto fluire, modificarsi, progredire delle cose.

Ma cosa sta progredendo? La pazzia? La demenza?

Almeno sul mio canale mi prendo la libertà e responsabilità di .. anche scrivere, non solo pensare, quello che penso.

Scusatemi se urto la vostra sensibilità, non è una questione personale.

Riporto un articolo:

“Sull’Aumento delle Morti Improvvise – 18 Aprile 2025 – By Pasquale Galasso

Un’ombra di preoccupazione si allunga sulle nostre comunità: la notizia, sempre più frequente, di giovani vite spezzate improvvisamente, spesso a causa di eventi cardiaci fulminanti o complicazioni legate alla coagulazione del sangue.

Queste morti improvvise generano un comprensibile senso di smarrimento e ci spingono a interrogarci su come proteggere il bene più prezioso: la salute.

Come vostro giornale, sentiamo la responsabilità di affrontare questo tema delicato con la massima serietà e con un approccio basato sull’informazione responsabile.

Desideriamo offrire spunti di riflessione utili e incoraggiare un dialogo proattivo con la figura medica di riferimento, ribadendo con forza un principio imprescindibile: questo articolo non intende in alcun modo sostituire il consulto e il parere del vostro medico curante.

La percezione di un possibile aumento di questi tragici eventi, sebbene difficile da quantificare con precisione a livello nazionale per la complessità nella raccolta e nell’analisi dei dati, trova eco in alcune ricerche internazionali.

Ad esempio, uno studio pubblicato sull’ American Heart Association Journal nel dicembre 2024 ha rilevato un aumento lineare della mortalità per morte cardiaca improvvisa (SCD) tra gli adulti di età compresa tra 25 e 44 anni negli Stati Uniti dal 1999 al 2020.

(In Italia questi dati non ci sono o non sono pubblicati perchè i nostri dirigenti, di destra, sinistra e centro, sono impegnati solo a gestire le poltrone che tutti noi gli consentiamo ancora di occupare, ripeto di destra, sinistra e centro , parenti e amici compresi)

Un’altra ricerca della Duke University School of Medicine nel maggio 2024 ha evidenziato un allarmante aumento dei decessi per insufficienza cardiaca, soprattutto tra i giovani adulti americani, invertendo un trend decennale di declino.

Ed ancora Osservatorio Malattie Rare (OMaR): In un articolo del luglio 2023, si riporta che ogni anno in Italia si verificano circa 1.000 casi di morte cardiaca improvvisa tra gli under 35, definendoli “troppi decessi senza spiegazione”.

Questi dati alimentano una riflessione sull’importanza di una prevenzione consapevole anche in età giovanile. In questo scenario, alcuni esami del sangue vengono talvolta indicati come possibili indicatori dello stato di salute cardiovascolare e della coagulazione. Tra questi:

  • Omocisteina: Un aminoacido il cui livello elevato nel sangue è stato associato, in alcune ricerche, a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.
  • Fibrinogeno: Una proteina fondamentale nel processo di coagulazione del sangue. Livelli elevati possono contribuire a un aumento del rischio di eventi trombotici.
  • D-dimero: Un prodotto della degradazione della fibrina, una proteina coinvolta nella formazione dei coaguli. Livelli elevati possono suggerire la presenza di coaguli, ma possono anche essere elevati in altre condizioni.

È fondamentale comprendere che questi esami rappresentano solo alcuni dei possibili strumenti diagnostici a disposizione del medico e la decisione di eseguirli, così come l’interpretazione dei risultati, spetta unicamente a lui. 

Un valore isolato al di fuori dell’intervallo di riferimento non deve generare ansie premature, ma deve essere contestualizzato all’interno del quadro clinico individuale.

Di fronte a queste tragiche perdite, la risposta più responsabile è consultare con calma il proprio medico curante per richiedere esami del sangue preventivi, tra cui Omocisteina, Fibrinogeno e D-dimero. In base ai risultati di questi esami, sarà il medico a valutare la vostra situazione specifica, i vostri fattori reali di rischio individuali e a consigliarvi il percorso verso la guarigione.

Prendersi cura della propria salute è un atto d’amore verso se stessi e un investimento nel proprio futuro. Non rimandiamo, agiamo con consapevolezza e affidiamoci alla competenza medica per proteggere il nostro battito vitale.

About author – Pasquale Galasso (Pasquale Galasso)

Pasquale Galasso, direttore di Altrogiornale.org – Conoscere non è avere l’informazione.

http://www.altrogiornale.org/”

Fine articolo

Che strano impeto, per l’autore, di pubblicare un simile articolo, salvaguardando l’informazione e la necessità di equilibrio.

Fatto sta che ormai non passa giorno senza venire a contatto con la sofferenza, anche non estrema come indicato sopra, di qualcuno che conosciamo.

Uno stato di disagio fisico, mentale, emotivo, del quale non si trova ragione.

Nemmeno dal punto di vista medico, dopo analisi ed esami che non portano a nulla, tranne ad una girandola di “rimedi” che poi aprono ad altri problemi.

Incolpare questo o quell’evento o procedura che abbia dato vita a questa nuova realtà ha senso solo a livello emozionale, dove si cerca una responsabilità su cui sfogare le proprie reazioni.

Tacita la necessità della nostra mente di capire qualcosa, di definire linearmente un punto di inizio, a cui dover fare seguire un punto di fine, il prima possibile.

Ma questo funzionerebbe, se funziona, solo sul piano incarnativo, materiale, non certo sul piano delle CAUSE PRIME.

La sfida infatti è arrivare ad accettare che il mondo fisico sia generato dalla sommatoria dei modi di pensare, di parlare e di agire di ogni singola entità ora incarnata sul pianeta.

Che poi si trova a sperimentare il karma generato da tali eggregore globali.

La Chiave di Volta, il punto di meditazione, l’ora zero, il punto di inizio del nuovo percorso, il Folle dei Tarocchi, il livello minimo di comportamento applicabile consiste in una semplice parola: FRATELLANZA.

Duemila anni fa ci è stato detto.

Tu che ne pensi, oggi?

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