Quantico

Che non è la sede dell’Accademia dell’FBI in Virginia, USA, ma un termine che oggi è infilato in ogni dove.

Quindi?

Anche io lo utilizzo per riferirmi al campo energetico nel quale siamo tutti immersi e da cui attingo grazie al  talento concessomi.

Questo “minestrone” di Tutto e dell’annullamento del Tutto, dove Tutto si esprime al meglio delle proprie possibilità, per … espandersi.

Allargare la propria coscienza non a quello che E’, ma a quello che è “diverso da quello che si crede il Sé”.

A livello “quantico”, “cosmico”, cioè del Tutto ciò che E’, l’Essere Supremo che dona la Vita ha perfetta conoscenza di Sé Stesso.

Infatti Lui è Essenza d’Essere, equilibrio perfetto, armonia infinita, conoscenza infinita di tutto ciò che contiene in manifestazione e in potenzialità.

(Arabo? Ma no, dai!!!!!  Siamo all’abc).

Allora, perché creare, dimensioni, cosmi, universi, galassie, ecc ecc?

Per vedere che effetto fa?

Oppure perché  per tale Essere, anche il solo pensare di sfuggita, diventa connaturale alla manifestazione di un qualche universo, o dimensione, o corrente di energia vitale.

Certo è che non lo so, e nemmeno posso immaginare come sia il vivere in un presente infinito, parte di un continuum  fuori dai concetti nostri di spazio,  tempo e materia.

Già ho da fare nel gestire la mia quotidianità quando la confronto con quanto dovrei fare ogni momento, sapendo quello che so, e che invece non faccio.

La conoscenza acquisita in teoria, infatti, erudisce sul fatto che da un lato non sei ancora pura energia e dall’altro che quello che hai sotto i piedi non è reale, ok,  pur tuttavia ben solido.

Mi trovo spesso a confrontarmi con parti di me che mi suonano nuove, o strane, o addirittura che parlano lingue che non conosco e chiedono comportamenti che non mi appartengono, o almeno credo.

E questo è il compito dell’incarnato, lavorare DENTRO, SOPRA e SOTTO quel qualcosa di solido che “quantisticamente” è solo energia a bassissima vibrazione., ma che sono anche io stesso.

Il razionale

Questo è pane giornaliero del ricercatore tipo, una persona che cerca le motivazioni del proprio malessere, e molto meno spesso, del proprio benessere, perché chi sta bene lascia andare la barca fin che può.

Razionalmente è facile da accettare, in linea di massima: io creo il mondo intorno a me in pensieri, parole opere ed omissioni, tutte espressioni che poi mi ritornano paro paro come le ho emesse.

Anche il miglior cervellone di qualsiasi ambito umano, alla fine, è un semplice contadino, che semina qualcosa, aspetta il tempo giusto, e poi raccoglie il frutto della propria semina, proprio esattamente quello.

Per cui nessuna sorpresa, nessun “j’accuse”, alla fine; la questione è chiara , tu la fai e tu la mangi. Punto.

Consapevolezza, questa, che scatena la ricerca ossessionata del COME trovare, attivare, gestire e salvaguardare  la giusta TECNICA che ci consente di appagare e giustificare il nostro EGO.

Da qui sorgono i primi problemi, perché davanti al COME OTTENERE, si palesano tutte le infinite frequenze di reazione emotiva al NON AVER OTTENUTO.

Quindi ci si dirige verso l’analisi e la gestione della parte emozionale di tutta la faccenda.

Ed ecco che spunta di nuovo il concetto di “quantico”.

La “materia” quantica

Lettura quantica dell’anima, delle emozioni, della famiglia, dell’akasha, delle costellazioni di parenti ed amici, riequilibrio quantico di chakra, corpo, campi sottili e nadi, riflessologia di mani piedi e testa;

tarocchi, campane tibetane, braccialetti, genesa e pendoli, essenze, colori e quadri, tamburi, libri, incensi e oli, cibo e vestiti;  tutti quantici.

Ma  qui siamo nella gestione “materiale” del piano quantico, cioè quello che l’energia dell’OHM, o Etere, o del Punto Zero per i moderni, ci manifesta davanti automaticamente, rispondendo ai nostri pensieri,parole , …. ecc.

Quantico si, ma solo un effetto.

Cioè il risultato ultimo delle nostre passioni, quello che ci si aspetta di vedere e che fa collassare l’onda sul gatto di Schrodinger.

L’emozionale

Ora viene il bello: tutti ormai siamo conoscitori delle leggi universali, della composizione esoterica dell’essere umano, dei chakra e di ogni altra cosa per cui, secoli fa, a parlarne si finiva sul rogo.

Per cui saremmo in grado di assumere consapevolmente la corretta azione ZEN davanti ad ogni evento o persona fastidiosi.

Eppure, vigliacco a trovare una persona che affermi di stare bene, di essere serena, non ansiosa, appagata della propria vita, almeno per due o tre giorni consecutivi.

Perchè allora, in questo scenario quantico, di totale interconnessione, siamo così poco contenti dei risultati ottenuti?

Forse perché abbiamo avuto troppa fretta di lanciarci in questo mondo quantico, troppa pressione di REALIZZARE quello che appaga la personalità, all’esterno, nella MATERIA, dimenticandoci di cosa c’è DENTRO  la personalità, e la materia_

Coscienza di Essere Vita Impersonale

Abbagliati dal sapere che volere è potere, è legittimo ricercare la maggiore connessione possibile con i mondi invisibili, i piani nei quali dimorano le entità, i maestri, le guide pronte ad elargire, si pensa,  il segreto di una bella, quieta e prosperosa vita terrena.

E quindi via con il praticare ogni tipo di attività e di comunicazione, chiedendo tali capacità.

Che puntualmente vengono date, come quando si aprono le finestre al mattino ed entra la luce del sole, che illumina tutto, ma proprio tutto quello che c’è nella stanza.

Anche gli angoli impolverati, le ragnatele, le vecchie cose dimenticate in un angolo e nascoste in un armadio.

Tutto questo ritorna alla luce all’improvviso, riaprendo tutto quello che non volevamo vedere, risolvere, trattare, che non amavamo, che non ci ricordavamo più che fosse roba nostra o da restituire ai proprietari.

Oppure entrano le grida, le paure, il dolore del resto del mondo quantico, quella parte non politically correct di cui tutti si dimenticano quando vorrebbero “sentire” sì cosa c’è nei mondi invisibili, ma solo il leggiadro.

Siamo invece in un campo quantico, interconnesso totalmente con la Luce ma anche  con l’Ombra, e di quantico veramente c’è solo la nostra capacità di interagire con noi stessi, il vero ed unico campo quantico di primario interesse per noi.

Quindi non le tecniche per connettersi con l’esterno, sia pure di altri piani, ma come affrontare quello che non ci aspettiamo di noi stessi.

Un campo quantico include la materia e l’antimateria, l’essere energia pura e cristallizzazione di giudizio, orgoglio, superbia, rancore, odio, frustrazione.

Tutto insieme, contemporaneamente, multidimensionalmente.

Se ci pensiamo bene, visto che tutto il mondo esterno è solo uno specchio che riflette le nostre ambiguità,  il solo obiettivo dell’esperienza sulla terra è quello di analizzare sé stessi.

Applicare tecniche per amplificare la capacità di connessione con i piani superiori, (e qui mi riferisco alla parte Destra del percorso, avendo la Sinistra ben altre e precise intenzioni), distoglie dallo scopo primario.

Essenza d’Essere

Conoscere VERAMENTE sé stessi, che è come conoscere l’Essere Supremo che dona la Vita perchè al suo interno esiste solamente VITA.

Altrimenti che dio potremmo riflettere negli eoni successivi? Una entità bipolare, che scaturisce a sorpresa dal nostro interno e pialla una galassia intera per un capriccio?

Dato per scontato che esiste UNO ed uno solo, campo quantico  omni-pervasivo, noi siamo già dove dobbiamo essere: nel campo di addestramento della divinità.

La ricerca del sapere se si è più avanti, più indietro, più in alto o più in basso dell’asticella con cui egoicamente ci confrontiamo, è proprio quel tanto che crea tutti i casini che vediamo intorno a noi.

Quelli generati dalla ricerca di sesso, potere e rifiuto della responsabilità di … essere consapevoli o inconsapevoli co-creatori  … del presente.

Volere tutto In fretta, subito, perché non c’è mai abbastanza tempo per godere, nulla è mai totalmente appagante, c’è sempre il di più, di meglio, di nuovo, una rincorsa senza fine.

Tutto questo porta solo alla pressione di voler essere diversi da quello che siamo, migliori, ma così non ci diamo nemmeno il tempo di capire COSA in effetti già siamo in questo momento, proprio adesso.

Dovremmo imparare a concederci un poco di armonia, stiamo assaporando l’infinito, c’è tempo.

Per  noi stessi e per il mondo esterno; tutto intero cos’ com’è, bello o brutto,  perché tutti e due siamo sempre e solo, in ogni momento, il Creatore ed il Creato.

Proprio adesso. E per sempre. In secula seculorum.

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