Lavorare su sé stessi è impegnativo, e a volte fa nascere molte domande senza risposta immediata.
Di certo ti pone su di un piano nel quale, o e le tue immagini del mondo sono condivise… o sei fuori.
Questo risvolto ‘distaccante’ è da accettare come contropartita di un sentire diverso, che ci accompagna sempre più nella profondità di te stesso.
La soluzione che mi è più congeniale è quella di organizzare un bel party con amici fidati, con i quali intrattenermi per ore.
Allora insieme si attraversano i piani, le dimensioni, il tempo e lo spazio, le idee creative.

E ci si sente a casa, tra fratelli.
Di questi amici ne ho circa 2.000, cartacei e digitali, per par condicio, quindi non corro il rischio “solitudine”, anche se adesso il tempo sta scarseggiando.
Leggere testi che parlano di verità, della Realtà Unica, del Tutto-Uno-Universale, di Amore Incondizionato, di leggi cosmiche, di Coscienza, di Cosmo, di Energia, …
… prima o poi ti porta a volerci entrare, in queste dimensioni, e allora si passa dal tempo dell’apprendimento a quello dell’applicazione.
Ma a questo ci si arriva passo dopo passo, portando la personalità psichica a percepire sempre più ampiamente il senso, l’esperienza di una incarnazione.
Le strade sono tante, la meta solo Una, ma richiede attenzione, costanza, quotidianità.
Come la tazzina di caffè del mattino, un richiamo del tipo ‘ricordati di me’, poi vai per la tua strada, sei libero.
Però l’abitudine, l’orecchio, è stato sintonizzato su frequenze diverse.
Così, giorno dopo giorno questo ‘appunto’ prende piede, ringrazia per essere stato considerato, e apre a nuovi spunti sulle cose del mondo.
A questo scopo mi sento di consigliare una semplice pratica di tutti i giorni, fatta con la consapevolezza di voler entrare in una ottica diversa dal solito tran tran.
Adatta a chiunque, anzi, proprio a chi fosse refrattario al concetto di mondi sottili, poche righe semplici, ma non “ordinarie”, da leggere ogni giorno allo scopo di abituare la mente ordinaria, questa si, a concetti più spessi.
Tipo questa, che viene comodamente recapitata ogni giorno, volendo, sull’onnipresente cellulare.
“Pensiero di martedì 17 febbraio 2026
L’essere umano appartiene a quell’insieme che è l’universo non come se fosse semplicemente una pietra, una pianta o un animale.
In quanto essere pensante, egli ha un altro ruolo da svolgere: deve partecipare alla costruzione di quell’edificio che è la vita collettiva.
Finché lavora solo per se stesso, non può accadergli niente di buono.
Voi direte: «Ma come, se io lavoro per me ottengo qualcosa!».
No, poiché quel “me” per il quale lavorate, quel “me” egoista, separato, è un baratro, e lavorando per lui, voi gettate tutto in quel baratro. Non è così che bisogna lavorare.
Gli individualisti e gli egoisti non vedono tutto ciò che potrebbero acquisire lavorando per la collettività.
Tuttavia, capitemi bene, quando parlo di collettività, non si tratta unicamente della collettività umana, ma anche di quella dell’universo, di tutte le creature nell’universo, di Dio stesso.
Quella collettività, quell’immensità per la quale lavorate è come una banca, e tutto ciò che fate per essa un giorno vi ritornerà amplificato”.
La newsletter del sito Edizioni Prosveta, che diffonde ancora oggi l’insegnamento di uno dei tanti maestri che si sono occupati del risveglio delle Coscienze dell’Umanità, Mikhael Aivanhov.
Portare semplicità e spessore al proprio quotidiano è semplice, ma noi siamo tanto ‘semplici’ quanto richiederebbe una connessione con la nostra anima?
