“L’umanità è così disperatamente confusa sulla differenza tra il vero IO (la coscienza che è l’eterno Sé) e ciò che noi chiamiamo io (corpo/mente/personalità) di un essere umano.
Uno è ciò che siamo e l’altro è ciò che stiamo vivendo come esperienza.
È questa la confusione che porta miliardi di persone a vivere una falsa identità, credendo che invece sia la loro vera essenza.
Noi non siamo il nostro corpo, ma coscienza infinita che per mezzo del corpo vive un’esperienza.
Quindi noi non siamo né il corpo né la mente i quali sono strumenti che ci permettono di sperimentare la realtà dell’universo materiale.”
Il risveglio del leone – David Icke
Così noi non siamo né il corpo né la mente, i quali sono gli strumenti che ci permettono di sperimentare la realtà dell’universo materiale.
Dopo milioni di anni di vagare e vagare di vita in vita, il meccanismo dell’incoscienza si può rompere ed entriamo in crisi; allora le solite cose non ci stanno più bene e cerchiamo a tutti i costi di ottenere risposte alle classiche domande dell’esistenza.
È proprio in questi momenti che, non più distratti dalle cose che fino ad ora avevamo considerato importanti e che oggi consideriamo banali, cominciamo ad avvertire la voce del nostro Sé.
Ti sembrerebbe buffo, se accadesse che un giorno tu non riuscissi più ad uscire dall’auto, sentendoti tutto un pezzo con essa?
In fin dei conti questo sarebbe un effetto pratico, materiale, dell’entanglement, il famoso brodo quantico.
Per quanto paradossale, questo è ciò che effettivamente fai con il tuo corpo, determinando la tua condizione umana.
Tutte le identificazioni che usi, vegetariano, genitore, capo, figlio, studente, salvatore, camperista, motociclista ecc., sono componenti di quei virus informatici mentali che ti convincono che tu sei solo un corpo che vive in uno spazio, respirando qualcosa di illusorio, chiamato aria.
L’essere umano è il ponte tra visibile ed invisibile e la gerarchia corretta è Spirito – Mente – Corpo, perchè tutto è generato dal Pensiero creativo; detto in parole povere, la nostra mente pensante.
Se si da un’occhiata ai prodotti editoriali basati sul miglioramento personale, sulla ricchezza, sulla PNL, sull’autostima, si trovano migliaia e migliaia di titoli sul come farti divenire migliore.
Ma la domanda che giunge spontanea è: se tu gia ora sei divino e quindi perfetto, cosa vuoi divenire “di più”?
Il vero concetto non è procedere in termini di miglioramento personale, bensì in termini di riconoscimento della propria natura spirituale.
In questo ambito si comprende il dettame buddista, tra i tanti, del corretto pensare.
Repetite iuvant.
